La Dodda PDF Stampa E-mail
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Venerdì 18 Agosto 2017 20:58

La Dodda, ovvero la Dote, era il corredo (vestiario, lenzuola, federe, materassi, tovaglie, asciugamani e così via) che la donna portava con sè nella casa dove sarebbe andata a vivere subito dopo il matrimonio, generalmente nella casa dei suoceri. Era più o meno consistente a seconda delle possibilità economiche della sposa. Veniva trasportata, lungo le vie e i vicoli del paese, pochi giorni prima della festa nuziale da amiche, conoscenti e parenti, con l'intento più o meno manifesto  di porre in evidenza bellezza di ricami, qualità e quantità dei tessuti e dei capi d'abbigliamento. Si usavano prevalentemente, allo scopo, canestri (scoperti) che le donne portavano sul capo, procedendo in fila indiana, chiusa dallo sposo, che portava la tina (conca di rame della capienza di 15 litri d'acqua per gli usi domestici quotidiani, quando in casa non c'era acqua corrente, per cui ci si riforniva ai pozzi dislocati poco fuori dell'abitato). Questa tradizione si è estinta  nei primi anni '70, ma è stata ripresa sotto forma di rappresentazione  che si tiene in agosto, così come quest'anno,  domenica scorsa.(Castropignano.net)

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Agosto 2017 07:06
 
 

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