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Mercoledì 07 Marzo 2012 09:13

Questo spazio sarà dedicato alle notizie che precedono e accompagnano i festeggiamenti annuali della Madonna delle Grazie, che cadono, come si sa, alla fine di maggio di ogni anno. Pubblichiamo -in coda- la sintesi di un articolo (ripreso da una rivista religiosa locale) del compianto don Franco Lombardi, parroco di Castropignano sino a luglio 2011.

Sabato 31 Maggio 2014

FESTA della  MADONNA DELLE GRAZIE

Nel corso della giornata, come di consueto, si celebreranno le funzioni religiose;

la processione sarà accompagnata dalla Banda di Città di Montesarchio (BN).

Ad animare la serata il Gruppo Folklorico "La Morgia " di Pietracatella

ed il Gruppo Folklorico "La Provenzana" di S.Bartolomeo in Galdo (BN)

 

 

Chiesa di S. Maria Delle Grazie

La Chiesa di S. Maria Delle Grazie di Castropignano fu edificata a cura del Barone Vincenzo D'Evoli nella seconda metà del 1500.Il suddetto Signore,che dimorò in Castropignano per ben sessant'anni,  si dedicò con zelo al governo del feudo, prodigandosi per l'emancipazione materiale e morale del popolo.Fra le sue tante benemerenze, si segnala la costruzione della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nel luogo in cui  nei secoli precedenti era stata eretta una rustica cappella, anch'essa dedicata alla Vergine Maria e approccio devozionale dei tanti pastori di greggi transumanti per l'adiacente tratturo  Castel di Sangro - Lucera.

Una statua che non vuole proseguire.

Si narra che il detto Barone, giunto a Castropignano per prendere possesso del suo dominio, rimase profondamente impressionato da un evento straordinario, verificatosi proprio in prossimità della modesta cappella.Riferiscono dunque le cronache del tempo che una imponente statua lignea della Madonna delle Grazie veniva trasportata su di un carro trainato da muli verso Carovilli, paese di destinazione. Quando i muli giunsero in prossimità della predetta chiesina, arrestarono il loro lento e faticoso cammino e non vollero in alcun modo proseguire, nonostante i rabbiosi incitamenti dei carrettieri accompagnatori.La gente ritenne di poter vedere nell'accaduto la chiara volontà della Santa Vergine di avere scelto Castropignano come sede stabile e privilegiata della sua materna presenza. La statua venne pertanto sistemata nel piccolo luogo sacro, che subito divenne meta del devoto pellegrinaggio dei fedeli.L'episodio, riportato della Cronistoria pubblica a Napoli da P. Arcangelo da Montesarchio nel 1732, segnò un risveglio di fervore religioso che portò alla decisione di edificare, al posto della rustica cappellina, una chiesa ampia e il più possibile ricca di ornamenti. Sorse cosi un tempio sontuoso e di grande pregio artistico, con profusione di marmi e di stucchi, Gli affreschi, opera del pittore napoletano Filippo Criscuolo, sono tuttora visibili e di recente restaurati.     Un autentico gioiello può ben definirsi l'acquasantiera, in pregevolissimo marmo. Secondo il Tirabasso, autore di una monografia su Castropignano, pubblicata nel 1924, gli affreschi di cui sopra, sempre di scuola napoletana, furono in realtà eseguiti intorno al 1675, epoca in cui la nostra chiesa necessitò di notevoli restauri, mentre i dipinti del Criscuolo, che ornavano la volta, andarono irrimediabilmente perduti, a seguito del terremoto del 1636. Riprendendo il filo della narrazione, va notato con soddisfazione che il sacro luogo divenne un rinomato santuario mariano, visitato da pellegrini provenienti da ogni parte, anche da lontane località. Il barone Vincenzo, da tutti compianto per la sua grande bontà, morì l'8 novembre 1567; ebbe il privilegio di essere sepolto tra le mura di quella chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, da lui tenacemente voluta in segno di filiale devozione.

I danni del terremoto.

Dopo oltre un secolo di crescente splendore, la chiesa in parola conobbe i tempi bui del decadimento e dell'oblio. Il terremoto cui si faceva cenno procurò danni gravissimi all'insigne monumento; il muro portante del lato ovest, inclinandosi paurosamente verso l'esterno, causò il crollo della volta e lesioni varie all'intera struttura. L’Amministratore Angelo Antonio de Molinaris provvide alle riparazioni più urgenti rafforzando il muro pericolante con quattro possenti speroni in travertino.  Lavori di restauro più costosi e consistenti furono eseguiti tra la fine del1600 e gli inizi del 1700, per interessamento del Duca Domenico d'Evoli, che fece  costruire pure il Convento,  sul terreno attiguo alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. I Frati Minori francescani, che nel Convento dimorarono fino al mese di giugno del 1811, resero, quel cenacolo di preghiera e di studio, “come il semenzaio dei professionisti” secndo quanto scrive il Borsella. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che del convento divenne parte integrante, fu restituita al suo decoro originario, anche se non proprio all'antica magnificenza.

Il sacro luogo divenne, fra l’altro, “luogo di perdonanza”, e, specialmente alla data del 12 agosto, giorno  dell'indulgenza, affluivano in pellegrinaggio schiere innumerevoli di devoti, che sostavano in preghiera ai piedi di quella statua, da tutti considerata tanto miracolosa, oltre che bellissima e di grande valore artistico.

La devozione popolare.

E' doveroso, comunque, ricordare che Castropignano si distingue per una spiccata e tenera devozione alla Madonna: la si onora sotto vari titoli in diversi momenti dell'anno con inni di lode melodicamente dolci, toccante espressione di filiale abbandono alla Madre.

La statua della Madonna delle Grazie fu restaurata dal carovillese Emilio Labbate nel 1895; a lei si indirizzano annualmente delicati gesti di venerazione, che trovano nell'omaggio floreale del 31maggio il corale manifestarsi di un attaccamento plurisecolare.

Gli anziani ricordano, compiaciuti e commossi,  le processioni di emergenza dei decenni passati, quando, con piena fiducia di essere esauditi, si trasferiva all'esterno e in vista dei campi la veneratissima “Madonna della Grazie”, per invocare la pioggia, a garanzia di un minimo vitale per l'umile gente. E la pioggia, immancabilmente, assicurano sempre i nostri anziani, scendeva copiosa, accolta in benedizione.

 

Pregi artistici del Santuario.

Non  sarà certo sfuggita all'attento lettore l'importanza storica ed artistica del sacro monumento di cui ci stiamo occupando. Sottolinearlo significa, in ultima analisi, rendere un omaggio ancora più bello a Colei che meritò di esservi accolta come una Regina nella sua Reggia.

E' questa la ragione che induce a concludere con un riferimento specifico alla dimensione culturale del tempio, presentando in rapida sintesi gli aspetti più importanti. Oltre l'acquasantiera, di cui si è già detto, si segnalano: il portale rinascimentale finemente lavorato; i bassorilievi raffiguranti l'Annunciazione, la Deposizione, gli Angeli oranti e i 12 Apostoli; l'Altare maggiore in marmo e pietra locale; gli affreschi alle pareti laterali, ritraenti in medaglioni varie figure di Santi; la volta a botte sovrastante il presbiterio, ricoperta di ricchi ornamenti in stucco.

A proposito della volta, va osservato che soltanto la parte che insiste sul presbiterio conservò le caratteristiche originarie; per il resto, in occasione dei menzionati restauri, si provvide con una soffittatura piatta, ripartita in tre riquadri, con le immagini della Vergine Assunta, San Francesco d'Assisi e San Michele Arcangelo.

I tre dipinti andarono completamente distrutti con il crollo della parte piatta della volta, causata dai bombardamenti dell' autunno 1943. I Tedeschi in ritirata, che avevano trasformato la chiesa in dormitorio, erano appena partiti.

Lavori  di riparazione e restauro furono eseguiti nel 1953 e negli anni '90.

DON FRANCO LOMBARDI

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Maggio 2014 13:01
 
 

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