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IL CONVENTO PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
Giovedì 30 Gennaio 2020 17:48

Ho letto due post su FB, uno di Nicola Scapillati, attuale Sindaco, l’altro di Margherita Brunetti, sindaca sino a maggio dello scorso anno.

Trattano entrambi di  servizi posti in essere dalle loro compagini amministrative.  Sarebbe lungo  e complesso districare circa i meriti  che vanno all’uno o all’altra. Qui mi preme, invece, cogliere lo spunto per alcune riflessioni sul “da fare”, anziché sulle cose fatte, seppur importanti, all’interno della nostra comunità.  Castropignano non è un paese in via di spopolamento, è di già un paese spopolato. Ormai il centro abitato e le campagne si contendono il primato per il numero di abitanti, un tempo favorevole al primo. La progressiva discesa demografica  si accompagna, inoltre,  ad un assetto urbano  frammentato rispetto ad alcuni servizi, dislocati fuori dall’abitato: basti pensare  alle “Carceri mai Carceri” (trasformate in Scuole), alla Guardia Medica, alla Casa Canonica; vi si aggiunge l’ex Edificio Scolastico, divenuto inagibile dopo il terremoto del 2002.

Il Centro Storico è ridotto a museo all’aperto, potenziale area di fruizione turistica sulla lunga prospettiva. Al suo interno resiste il Municipio, testimone , con la Chiesa Madre, di piazza S. Marco, sempre vuota.

Il cuore del paese ricade ormai esclusivamente in Piazza S.Antonio e lungo i due bracci stradali che si dipartono verso la “Croce la Porta” e la Chiesetta di S.Lucia. Lungo questa direttrice  si trovano quattro negozi, le Poste, la Farmacia, due Bar, un Circolo, la sede della Pro Loco, ma anche il Convento settecentesco, che versa in stato di totale abbandono e degrado, ma che in passato  ha accolto le Scuole Elementari, l’Asilo Infantile, la Pretura, un piccolo Teatro.

Il Convento fu edificato dai D’Evoli nel ‘700 e affidato a religiosi francescani,  che rivestirono anche il ruolo di insegnanti privati per pochi eletti,  giacché all’epoca non si concepiva  la scuola pubblica. Non a caso sorgeva, imponente e isolato, fuori dell’abitato, a confine col Tratturo Castel di Sangro Lucera; costituiva, perciò, un punto di sosta per pellegrini, viandanti, pastori, viaggiatori, che si fermavano per riposo e ristoro, accanto ad  un “fuoco perenne”, che i  frati si premuravano di curare ed alimentare.

Il Convento, opportunamente restaurato, potrebbe e dovrebbe ospitare  la Pro Loco,  I Custodi del Territorio, L’Associazione Carabinieri, la Guardia Medica, il Centro di Lettura (biblioteca comunale) e, in primo luogo,  il Municipio; la sua collocazione, infatti, risulta spontaneamente ed ovviamente facilitante occasioni di incontro, aggregazione e riaggregazione comunitaria. La spesa  per renderlo nuovamente fruibile è consistente, ma un’occasione provvidenziale viene offerta da un finanziamento CIS  di 700.000 euro, già assegnato al nostro Comune. La somma andrebbe interamente spesa per il Convento, anziché scomposta  diversamente. Sarebbe  quindi in linea col finanziamento complessivo di 130 milioni di euro, erogato a favore di una sessantina di comuni toccati o gravitanti sul Tratturo.  In tale direzione potrebbe muoversi l’attuale Amministrazione Comunale, intraprendendo un’iniziativa forte finalizzata a promuovere ed  arricchire progressivamente  buone e frequenti relazioni umane.

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Febbraio 2020 08:59
 
 

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